Il suono delle conversazioni animate alla finestra e l’eco delle vecchie grida dei venditori ambulanti sui marciapiedi irregolari hanno lasciato il posto a un’atmosfera di inaspettata quiete.
Quello che un tempo era il cuore del quartiere della capitale portoghese sta affrontando una profonda trasformazione strutturale.
I vecchi panni stesi, simbolo quotidiano di convivenza, lasciano sempre più spazio alle fredde cassette delle chiavi installate sulle facciate e sulle porte.
Alfama, il quartiere più tradizionale e pittoresco della capitale, ha perso l’80% della sua popolazione residente negli ultimi decenni.
È cambiato e, secondo noi e secondo tutti i residenti con cui abbiamo parlato, è cambiato in peggio! Per questo siamo andati a scoprire, insieme ai suoi residenti, i motivi di tutto questo malcontento.
L’impatto demografico dal 1940

I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (2021) e della Facoltà di Architettura dell’Università di Lisbona quantificano un grave deterioramento del tessuto sociale di Santa Maria Maior, con il quartiere di Alfama che ha perso circa l’80% della sua popolazione residente negli ultimi decenni.
Durante gli anni ’40, il quartiere contava circa 20.000 abitanti. Oggi, lo scenario si è drasticamente ribaltato, con meno di 1.500 residenti permanenti nelle zone originarie.
Il commercio tradizionale e la gentrificazione immobiliare

L’attuale configurazione delle strade deriva dall’altissima densità di alloggi turistici (AL). Ad esempio, in vie centrali come Rua dos Remédios e Rua de São Pedro, i dati indicano sette unità turistiche per ogni abitazione permanente.
Questo processo va di pari passo con un aumento del prezzo al metro quadro che è diventato assolutamente incompatibile con gli stipendi medi nazionali.

È stato quindi naturale che molte persone lasciassero questa tipica comunità, costringendo alla graduale estinzione del commercio di prossimità. La chiusura sistematica di drogherie, macellerie e pescherie ha privato gli anziani che ancora resistono nelle loro case delle infrastrutture di base a loro sostegno.
Questi spazi commerciali sono stati sostituiti da negozi che vendono magneti (troppi, dicono gli abitanti del posto) e servizi di guide in tuk-tuk. Basta percorrere le Escadinhas de São Miguel, molto conosciute durante i Santos Populares, per rendersi conto che le vecchie routine quotidiane sono ormai un ricordo in uno spazio fisicamente conservato, ma svuotato della sua essenza umana.
Ma non credere a quello che diciamo qui sopra; la verità viene da chi ci vive, come puoi vedere in questo video.
Non restare a guardare! Seguici su Facebook, su Instagram e ora anche su WhatsApp!