La missione principale di Lisboa Secreta è quella di svelare i segreti della città, ma ci piace anche viaggiare e scoprire i misteri meglio custoditi del Portogallo. Ecco perché questa volta vi portiamo nell’ Alto Alentejo alla scoperta della città romana di Ammaia.
Situata a circa 230 chilometri da Lisbona, nel cuore del Parco Naturale della Serra de São Mamede, nel comune di Marvão (distretto di Portalegre), Ammaia è un gioiello semi-nascosto del patrimonio portoghese. Considerata da alcuni esperti la “Conímbriga dell’Alto Alentejo”, è rimasta a lungo “perduta”.
Da importante città dell’Impero Romano a mito, il passare dei secoli non l’ha perdonata. Tuttavia, questo tesoro archeologico è stato riscoperto nel XX secolo. E ancora oggi continua a sorprendere archeologi e visitatori con nuovi ritrovamenti e misteri.

Le origini della città di Ammaia
Secondo le informazioni fornite dalla Fondazione Città di Ammaia, si tratta di uno dei resti romani più importanti del nord dell’Alentejo, che copre un’area centrale costituita da Quinta do Deão e Tapada da Aramenha, per un totale di circa 25 ettari.
Con questo numero si può avere un’idea delle dimensioni dello spazio, ma per raccontare la sua storia bisogna tornare indietro alla fine del I secolo a.C. e all’inizio del I secolo d.C., quando questo luogo si affermò come importante centro amministrativo e urbano della Lusitania romana.
Situata vicino al fiume Sever e su una via di accesso a Mérida (città spagnola allora nota come Emerita Augusta), Ammaia prosperò grazie allo sfruttamento delle risorse minerarie e ai collegamenti stradali.
Secondo la Fondazione incaricata della gestione del sito, nel I secolo d.C. le fu riconosciuto lo status di Municipium. Nonostante il periodo d’oro, con il declino dell’Impero Romano, la città perse il suo vigore e fu abbandonata.

Cosa visitare in questo viaggio nel tempo?
Come abbiamo già detto, la città romana è andata “perduta” fino alla sua riscoperta nel XX secolo. Per l’importanza e la grandezza del sito, le sue rovine sono state classificate come Monumento Nazionale nel 1949, ma solo alla fine del 1994 hanno iniziato a essere studiate e valorizzate in modo adeguato.
Se avete una passione particolare per la storia, questo luogo merita sicuramente una visita. Inoltre, la sua vicinanza alla città di Marvão, che ospita uno dei castelli più imponenti del Portogallo, rende questo luogo un tipo diverso di fuga.
In questo senso, vi consigliamo di visitare il Museo, porta d’accesso al sito archeologico, e di dare un’occhiata alla mostra permanente con innumerevoli materiali raccolti durante gli scavi. In seguito, lasciatevi avvolgere dalle rovine, con particolare attenzione alle terme, al foro e al tempio.

Brevi curiosità
Trattandosi di un luogo con così tanta storia, non sorprende che vi siano diverse curiosità associate ad esso. Ad esempio, molti dei materiali di Ammaia sono stati riutilizzati dagli abitanti del luogo a partire dal XVI secolo per la costruzione di chiese ed edifici.
Per secoli, la città romana di Ammaia ha vissuto dimenticata sotto la terra che un tempo l’aveva vista fiorire. Dopo un periodo d’oro, i resti dell’antica città scomparvero dal paesaggio visibile, rimanendo silenziosamente sepolti fino agli scavi.
Dalle pietre sparse nei campi dell’Alentejo alla creazione di questo centro archeologico, è passato molto tempo, ma gli echi abbandonati di una città quasi cancellata sono sopravvissuti. Per tutti questi motivi e per altri ancora, Ammaia è un vero e proprio laboratorio archeologico a cielo aperto: un invito permanente a scoprire l’eredità romana!
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