Hai mai sentito l’espressione “opere di Santa Engrácia”, vero ? Serve a descrivere qualcosa che non finisce mai. È nata proprio qui a Lisbona, nella zona di Campo de Santa Clara, ed è legata alla lenta costruzione dell’imponente Pantheon Nazionale.
Oggi questo gigante di pietra bianca è uno dei monumenti più fotogenici della capitale, ma non tutti i lisbonesi e i visitatori si ricordano di entrarci. Circondato da leggende e personaggi famosi, oggi ti diciamo perché vale la pena “immergersi” all’interno e in alto del Pantheon Nazionale.
L’origine dell’espressione

Classificato come Monumento Nazionale dal 1910, le prime pietre dell’attuale edificio del Pantheon Nazionale (Chiesa di Santa Engrácia) iniziarono ad essere posate nel 1682, ma l’opera fu completata solo nel 1966. In questo senso, non sorprende che sia nata l’espressione “opere di Santa Engrácia” per indicare qualsiasi impresa “infinita”.
Tuttavia, prima dell’esistenza del Pantheon Nazionale, nello stesso luogo sorgeva una chiesa fatta costruire dall’infanta D. Maria, figlia del re D. Manuel I, che fu completamente distrutta in seguito a una tragedia. Ed è qui che la storia si intreccia con la leggenda.
La “maledizione” di Santa Engrácia

La storia racconta che, nel 1630, un giovane di nome Simão Pires Solis fu accusato e condannato al rogo per un crimine che non aveva commesso. Il motivo? Il furto del reliquiario di Santa Engrácia.
Lottando per la sua innocenza fino all’ultimo respiro, prima di morire, Simão Pires Solis avrebbe detto: “È certo che morirò innocente come è certo che i lavori non finiranno mai”.
Verità o mito, sta di fatto che l’edificio è stato completato solo nella seconda metà del XX secolo, dopo molti decenni (e persino secoli) di attesa!
Dal marmo al cielo di Lisbona
Se l’interno dell’edificio rivestito di marmo ti sorprende, aspetta di salire i gradini che portano alla cupola, uno dei ” segreti” meglio custoditi di Lisbona.
Dall’alto del Pantheon Nazionale, lontano dalla folla di turisti delle Portas de Sol, puoi goderti una vista a 360° sul Tago e Alfama, superando persino alcuni dei belvedere più famosi della città.
Chi “vive” qui?

Il Pantheon Nazionale è stato creato con lo scopo di rendere omaggio ai personaggi più illustri del Portogallo. Scrittori, artisti ed ex presidenti della Repubblica sono solo alcuni dei nomi che figurano nella sua lista d’onore.
Personalità sepolte
- Eça de Queiroz, scrittore
- Amália Rodrigues, fadista
- Eusébio, calciatore
- Sophia de Mello Breyner, scrittrice
- Humberto Delgado, militare e politico
- João de Deus, poeta
- Guerra Junqueiro, scrittore
- Aquilino Ribeiro, scrittore
- Almeida Garrett, scrittore
- Óscar Carmona, Presidente della Repubblica
- Sidónio Pais, Presidente della Repubblica
- Teófilo Braga, Presidente della Repubblica
- Manuel de Arriaga, Presidente della Repubblica
Personalità commemorate
- Aristides de Sousa Mendes, diplomatico
- Luís de Camões, poeta
- Pedro Álvares Cabral, navigatore
- Infante D. Henrique
- Vasco da Gama, navigatore
- Afonso de Albuquerque, ex governatore dell’allora denominata India Portoghese
- D. Nuno Álvares Pereira, il Santo Condestabile
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