Due anni fa siamo stati all’inaugurazione del nuovo spazio scelto da Rock in Rio per il festival. Il cambiamento è stato audace e rischioso: lasciare l’anfiteatro naturale del Parque da Bela Vista per una zona vicino al Tago, più spoglia e con maggiori esigenze logistiche, significava anche dover riempire un’area molto più vasta.
All’epoca, la nostra impressione è stata deludente. Lo spazio era poco occupato, con grandi aree vuote. I soliti stand dei marchi non erano poi così tanti, così come le aree di divertimento e ristorazione erano insufficienti, il che creava un’atmosfera un po’ frammentata e distante tra i diversi punti dell’area.
Quest’anno, che bella e piacevole sorpresa, lo scenario è ben diverso. Ci sono più zone di intrattenimento, diverse aree di ristorazione e bagni distribuiti meglio (anche se ci sono ancora code, queste scorrono più velocemente). Soprattutto, non c’è più quella sensazione di vuoto: a prescindere da dove ti trovi nel Parque Tejo, c’è sempre qualche attività in corso nelle vicinanze.
A nostro avviso, ovviamente, il Parque Tejo si è finalmente rivelato il palcoscenico ideale per questo Rock in Rio, anche se si registrano ancora alcuni disagi con i trasporti di andata e ritorno per il sito, una situazione che è stata risolta in modo efficace dall’organizzazione di questo grande evento musicale.
Scopriamo cosa ti sei perso?
Sabato: la consacrazione del pop e il Parque Tejo che trema

Il primo fine settimana ha trasformato la Cidade do Rock in due festival distinti, il che ha portato a un inizio che, secondo noi, non ha avuto paragoni con le edizioni precedenti.
Il primo giorno era pensato per un pubblico più giovane e per le famiglie, all’insegna del puro divertimento, con un cartellone più commerciale e che invogliava a ballare un po’.
Il Palco Mundo è stato affidato a nomi come Katy Perry, Charlie Puth, Calema e Pedro Sampaio, creando una sequenza di ritornelli orecchiabili e coreografie virali, con il pubblico che ha risposto a tutte le sfide dei propri artisti preferiti.
Nonostante il concerto di Katy Perry fosse molto atteso (il posto era strapieno), il momento clou di sabato è stato senza dubbio il “cavalinho” di Pedro Sampaio, che ha fatto saltare 100 mila persone e ha fatto tremare il Parque Tejo.
Sugli altri palchi, la musica pop ed elettronica ha dominato con le esibizioni di Bebe Rexha, Bárbara Bandeira, Audrey Nuna e Alok, che ha chiuso la serata al Music Valley.
Domenica: distorsione, nostalgia e il ritorno del rock

Se sabato era il giorno per ballare, domenica è stata la giornata per “scatenarsi”, con lo scenario e l’atmosfera che sono cambiati drasticamente, passando dallo sfarzo e dai bagliori a una marea di partecipanti al festival che indossavano le immancabili magliette nere con i nomi delle band rock.
Alla fine, domenica è stata la prima data sold out di questa edizione del Rock in Rio, che ha riportato a Lisbona i carismatici Linkin Park, questa volta con il debutto di Emily Armstrong a Lisbona, che ha offerto uno spettacolo epico (anche se sentiamo ancora tantissimo la mancanza del compianto Chester Bennington).
Cypress Hill, The Pretty Reckless e Grandson hanno offerto, prima degli headliner, esibizioni davvero solide e piene di adrenalina.
La febbre per i riff più famosi del rock “pesante” si è estesa anche agli altri palchi, in una giornata decisamente nostalgica e intensa, dove si sono distinti Sepultura, P.O.D., Hoobastank e Kaiser Chiefs.
La musica portoghese è sempre più importante

In mezzo allo scontro tra titani internazionali, la musica nazionale si è giustamente rivendicata il proprio spazio, con i palchi secondari che hanno fatto da vetrina sia per l’hip-hop di alto livello che per la celebrazione del rock portoghese.
Sam The Kid si è unito all’Orquestra, mentre Orelha Negra e Dealema hanno portato il rap classico sul palco; i Tara Perdida e i Blasted Mechanism hanno festeggiato i 30 anni di carriera con esibizioni memorabili; e sul palco digitale abbiamo potuto ascoltare Jimmy P, Samuel Úria e Diego Miranda.

Il nostro giudizio non potrebbe essere migliore: dall’enorme sorpresa di come l’organizzazione di questo festival musicale sia riuscita a portare più intrattenimento in questo gigantesco spazio, fino alla qualità di tutti i concerti, senza eccezioni, che hanno sicuramente avuto il miglior inizio di sempre.
Cosa succederà nel secondo weekend del Rock in Rio?

Per il secondo weekend del Rock in Rio, che tornerà nella capitale solo tra due anni, l’attenzione è tutta sul Legends Day:
- Il 27 giugno avrai come headliner Rod Stewart, Cyndi Lauper e Xutos & Pontapés;
- Il 28 giugno, artisti come 21 Savage, Central Cee o Rema porteranno al festival ritmi più urbani, per un pubblico appassionato di hip hop e trap.