Osiamo affermare che sono pochi i lisboneti che conoscono il Faro del Bugio come vorrebbero. Ad esempio, tu l’hai già visitato?
Lontano da quasi tutti, chi guarda l’orizzonte del Tago lo vede facilmente, lì da solo a “controllare” chi entra e chi esce dalla città via mare.
Nelle prossime righe conoscerai un po’ meglio questo simbolo di Lisbona, la sua storia e in che condizioni si trova oggi.
Difesa strategica della costa
@autoridademaritimanacional
Questo faro deve il suo nome al fatto di trovarsi nel Forte di São Lourenço do Bugio, alla foce del fiume Tago, noto anche come Forte di São Lourenço da Cabeça Seca o Torre do Bugio.
Questo forte fu costruito qui come parte della strategia di difesa della costa portoghese, in generale, e del porto di Lisbona, in particolare, nel XVI secolo, intorno al 1590.
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I vari attacchi della pirateria francese e turca, nel 1552 e nel 1556, non fecero che accentuare ancora di più la necessità di rafforzare la difesa del nostro territorio, tanto che il potenziamento delle fortificazioni del Forte di São Julião da Barra avvenne negli anni 1556 e 1559.
Prima João Vicenzo Casale, di Napoli, e poi Leonardo Turriano, anch’egli di origine italiana, diedero il via ai lavori per la costruzione del Forte di São Lourenço da Cabeça Seca nel 1643, e si presume che questi siano stati completati nel 1657 o poco dopo.
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La costruzione di questo forte aveva come obiettivo principale la difesa della costa, per cui fu dotato di 14 cannoni di calibro 24, 12 di calibro 12 e uno di calibro 6, tutti in bronzo.
Dove oggi si trova il Faro del Bugio, la Torre del Bugio si ergeva maestosa e fungeva da vedetta di giorno e da faro di notte.
Secondo le informazioni fornite dall’Autorità Marittima Nazionale,
la struttura del faro era composta da una lanterna di pietra, circolare, con aperture verticali vetrate, attraverso le quali filtrava la fragile luce prodotta da lampade alimentate a olio d’oliva o grasso animale. La lanterna era chiusa da una cupola di pietra, a forma di campana, attraverso la quale usciva il fumo delle lampade.
Il faro e il terremoto
Il terremoto del 1755 a Lisbona ebbe gravi ripercussioni sul forte. La torre fu distrutta e ricostruita, con la luce, solo nel 1775, 20 anni dopo.
Il Faro del Bugio fu uno dei sei fari fatti costruire dal Marchese di Pombal.
La storia del Faro di Bugio
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Conosciamo già la sua origine. Ma nelle prossime righe scoprirai di più sulla sua storia, su quella del faro stesso e sulle condizioni in cui si trova oggi.
Nel 1751, il Faro di Bugio funzionava a olio d’oliva, ma questa forma di illuminazione fu sostituita dal gas e, più tardi, nel 1946, dal vapore di petrolio.
Nel luglio del 1957, il Forte e la Torre di São Lourenço sono stati classificati come beni di interesse pubblico, in riconoscimento del loro valore storico e culturale.
Da allora ci sono stati molti e significativi miglioramenti in questo luogo, in particolare l’elettrificazione del faro nel 1959, quando sono stati installati dei generatori con una lampada da 500W/110V.
Un anno dopo, nel 1960, entra in funzione un nuovo segnale acustico, il nautofono.
Senza guardafaro dal 1982
Intorno al 1890, il forte era abitato da una guarnigione di uomini che avevano il compito di occuparsi della manutenzione del faro.
Erano sei gli uomini, i guardiani del faro, che risiedevano a Bugio tutto l’anno, alcuni dei quali accompagnati dalle loro famiglie.
Il loro isolamento su questa “isola” artificiale veniva interrotto solo quando dovevano recarsi a terra per fare provviste.
Si racconta anche che all’inizio del XX secolo, l’isolamento dei guardiani del faro fosse stato alleviato da un insabbiamento nella zona sud della barra del Tejo, e si conoscono racconti di pellegrinaggi delle popolazioni che vivevano lungo il fiume fino alla cappella del Forte.
A partire dagli anni ’60, il numero dei guardiani del faro aumentò e si instaurò un sistema di rotazione con due squadre di tre elementi che facevano turni di quattro giorni, ogni volta che le condizioni del mare lo permettevano.
Più di 20 anni dopo, nel 1981, l’apparato ottico fu sostituito da un meccanismo automatico che gli permetteva di ruotare; fu inoltre installato un sistema di telesegnalazione e un rilevatore di nebbia.
@autoridademaritimanacional
È da questo momento che il Faro del Bugio viene controllato a distanza, dalla Centrale della Direzione dei Fari.
A seguito di questa automazione e del sistema di telecontrollo, nel 1982 il Faro di Bugio non ha più avuto bisogno di un guardafaro.
Un faro più moderno
@flyingbydaniel
Le prossime grandi trasformazioni del Faro di Bugio avvengono solo nel 1994, quando viene installata una nuova lanterna ottica alimentata a energia solare.
Ma solo tra il 1997 e il 2001, sotto l’egida della Direzione Generale degli Edifici e dei Monumenti Nazionali, sono stati effettuati lavori che hanno permesso di rendere questo luogo più solido, attraverso il rinforzo del forte, il restauro delle opere in pietra, delle murature e delle mura, oltre alla costruzione di un robusto molo circolare e di un nuovo pontile di attracco. Si può visitare?
@cassia-tofano
Sul sito dell’Autorità Marittima Nazionale, da cui abbiamo tratto gran parte di queste informazioni, puoi vedere che questo è uno dei pochi fari in Portogallo che non sono aperti al pubblico.
Ci è stato tuttavia segnalato che l’Associazione Culturale di Oeiras Espaço e Memória avrebbe organizzato visite occasionali a questo luogo durante l’anno.
Tuttavia, non siamo riusciti a contattare l’associazione per avere maggiori dettagli su come prenotare una di queste visite.
