La Boca do Inferno si trova a circa 2 km dal centro di Cascais ed è una scogliera dove l’Atlantico si infrange fragorosamente in un’enorme cavità aperta nella roccia. Per arrivarci da Lisbona, basta prendere il treno a Cais do Sodré fino a Cascais, l’ultima stazione della linea, e poi proseguire a piedi per circa 20 minuti lungo il sentiero in riva al mare. L’accesso è libero.
Oltre al panorama, questo posto nasconde una storia vera che sembra uscita da un giallo: nel 1930, fu proprio qui che l’occultista inglese Aleister Crowley inscenò la propria scomparsa, con l’aiuto di Fernando Pessoa.
Cosa troverai alla Boca do Inferno
Un’antica grotta aperta sul mare
La roccia è calcarea ed è possibile che il luogo fosse un’antica grotta il cui soffitto alla fine è crollato, lasciando una grande cavità affacciata sul mare. È lì che le onde entrano e si infrangono, con un rumore che si sente dai punti di osservazione. Il nome deriva proprio dalla forma della scogliera e dalla forza con cui il mare vi si infrange.

Quando andarci
Secondo Visit Cascais, lo spettacolo è ancora più suggestivo nei giorni di tempesta, quando il mare è più agitato, e il luogo è anche uno dei preferiti per fotografare il tramonto. Ci sono punti panoramici accessibili e una passeggiata lungo la costa che collega la Boca do Inferno al centro di Cascais, e Visit Cascais la considera una tappa obbligatoria per chi visita la cittadina.
Ci sono zone della scogliera senza protezioni. Per questo, rispetta i segnali di pericolo e non oltrepassare le aree di osservazione, soprattutto quando il mare è agitato.
Il mistero del 1930
Nel settembre del 1930, l’occultista inglese Aleister Crowley, che la stampa britannica arrivò a definire «l’uomo più malvagio del mondo», trascorse alcune settimane in Portogallo. Aveva iniziato a scambiarsi lettere con Fernando Pessoa alla fine del 1929, dopo che il poeta, che era anche astrologo, gli aveva corretto l’oroscopo.

Crowley lasciò il Paese in treno il 23 settembre. Due giorni dopo, il giornalista Augusto Ferreira Gomes, amico di Pessoa, disse di aver trovato a Boca do Inferno una lettera d’addio dell’inglese, nascosta sotto un portasigarette, che faceva credere che Crowley fosse morto.
Come ha ricostruito l’Observador, basandosi su documenti dell’epoca, tutto era stato concordato tra i due. Pessoa contribuì ad alimentare il caso sulla stampa e arrivò persino a dire di aver visto Crowley a Lisbona,«o il suo fantasma», dopo che questi aveva già lasciato il Paese. In realtà, l’inglese era vivo, a Berlino. Il poeta iniziò anche a scrivere un giallo su quell’episodio, i cui frammenti sono stati pubblicati nel 2019 nel libro *O Mistério da Boca do Inferno*, edito da Tinta-da-China.
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