Cristiano Ronaldo ha confermato la fine del suo percorso nella Nazionale, in un comunicato sotto forma di video retrospettivo sulla sua carriera sportiva, e non solo, condiviso sui due social.
L’attaccante di Madeira ha ufficializzato il suo ritiro dal calcio delle nazionali, chiudendo un legame unico che è durato 23 anni e ha ridefinito la storia dello sport in Portogallo.
L’annuncio è stato dato tramite un video in cui, sulle note di Dulce Pontes, l’eterno capitano rivolge le ultime parole ai portoghesi come giocatore della nazionale. Il GOAT – Greatest of All Time, come molti lo chiamano, ha aggiunto che,
«La vittoria più grande è stata quella di essermi meritato di rappresentare il miglior paese del mondo.»
Un punto e basta dopo 23 anni ai massimi livelli
Il ritiro di Cristiano Ronaldo arriva in un contesto complesso e alla vigilia di una nuova convocazione del commissario tecnico Jorge Jesus, la prima da quando il capitano ha abbandonato il ritiro della squadra, un gesto che gli è costato una piccola sanzione pecuniaria, dato che non c’erano circostanze aggravanti di rilievo all’interno della nazionale.
Nonostante il recente periodo difficile, il tono dell’addio è incentrato sull’orgoglio e sulla capacità di superare le difficoltà.
Convocato da Luiz Felipe Scolari il 20 agosto 2003, in un’amichevole contro il Kazakistan a Chaves, Ronaldo è passato sotto la guida di sei commissari tecnici della nazionale nel corso di oltre due decenni: Scolari, Carlos Queiroz, Paulo Bento, Fernando Santos, Roberto Martínez e, infine, Jorge Jesus, con cui ha collezionato una sola presenza in nazionale.
I numeri irraggiungibili della leggenda portoghese

Ronaldo si congeda come miglior marcatore e giocatore con più presenze nella storia del calcio delle nazionali. L’eredità che ha lasciato alla squadra delle quinas si traduce in numeri che difficilmente saranno eguagliati:
- 234 presenze in nazionale (record mondiale assoluto)
- 146 gol segnati (record mondiale assoluto)
- 6 Europei e 6 Mondiali (partecipazioni)
- L’unico giocatore nella storia ad aver segnato in 6 diverse edizioni dei Mondiali
- Più partite (30) e più gol (14) nella storia degli Europei
- La conquista di Euro 2016 (Francia) e di due Leghe delle Nazioni (2019 e 2025)
La Federazione prepara un omaggio «all’altezza della sua immensa carriera»

La reazione del Paese è stata immediata. La Federazione Portoghese di Calcio (FPF), presieduta da Pedro Proença, ha diffuso un comunicato in cui esprime «profonda gratitudine e immensa ammirazione».
La massima autorità del calcio portoghese descrive CR7 come «un leader ispiratore» e il «simbolo per eccellenza dell’anima della nostra nazionale», assicurando la ferma intenzione di organizzare un omaggio nazionale affinché i tifosi possano celebrare la carriera dell’attaccante.
Come c’era da aspettarsi, le reazioni si sono moltiplicate un po’ in tutti gli strati della società e in tutto il mondo. Il primo ministro del Portogallo, Luís Montenegro, ha sottolineato che le imprese del calciatore «risuoneranno per l’eternità», un messaggio che si è aggiunto agli omaggi resi da ex e attuali compagni di squadra, come Pepe, Diogo Dalot e Rafael Leão, e da figure di altre discipline, come la judoka Telma Monteiro.
Nella storia del suo passaggio in Nazionale rimangono i titoli, i record e le immagini di un percorso irripetibile.
Come lui stesso ha riassunto nel suo addio: «C’è un’immagine che porterò sempre con me. Il momento in cui inizia l’inno nazionale. Me ne vado a testa alta.»
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